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Questo libro è dedicato
ad una selezione degli autori che hanno partecipato alla III
edizione del concorso "PUBBLICA CON NOI". In giuria:
Angela Barlotti,
Daniele Borghi,
Carmelo Calabrò,
Corrado Giamboni,
Alessandro Giovanardi,
Ilaria Musio,
Gennaro Pesante e Fara Editore. |
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Per la sezione A. (racconto o raccolta di racconti):
Marco Bottoni - Storie di donne,
AlexCelli - Quando tendo all’infinito,
Massimo Palazzeschi - Il sindacalista e la figlia del padrone,
Helene Paraskeva - Mostri e misteri,
Francesco Randazzo - Papier mais,
Per la sezione B. (sillogi poetiche):
Costantino Loprete - Kostantin peròl,
Enrica Musio - Sarà da poeti il futuro,
Gabriele Oselini - Antologia poetica,
Antonella Segantin - Leggermente fuori fuoco.
Ecco una sintesi dei
giudizi della giuria:
Narratori
Bottoni sa trasportare con maestria il lettore
ed avvolgerlo nelle sue storie.
Il sorriso che si allarga
fino a diventare risata è il regalo che Celli fa a i suoi
lettori, e non è poco. Reinventando episodi che molti hanno vissuto
(i 3 giorni, la scuola guida, ecc.) ci ricorda che la leggerezza è
un dono grande
quasi quanto la vita.
Palazzeschi delinea con verosimiglianza uno scenario della
nostra storia recente, con le sue tensioni e le sue problematiche.
Il punto di vista non è fisso ed è capace di passare rapidamente al
controcampo con una resa di oggettività.
Lo sguardo acuto ed “altro” di Paraskeva
sa descrivere le contraddizioni della società multiculturale con una
ironia invidiabile.
Randazzo ha una scrittura agile, divertente e a tratti assurda
con alcune idee davvero geniali.
Poeti
La creatività linguistica di Loprete,
innamorata della moderna frammentarietà stilistica ma anche
incredibilmente densa, compatta ed evocativa, usa un linguaggio
diretto e senza inutili orpelli ma ricco di ricercatezza: ogni
parola, come le pennellate in un quadro dalle smisurate proporzioni,
si fonde nell’altra lasciando
perà a ciascuna un senso unico e proprio. Resta nella memoria
l’intento di una evocazione pienamente riuscita.
Musio affronta l’attualità con un linguaggio semplice e a
tratti dimesso, che scivola via libero e sfolgorante in alcuni versi
di pristina bellezza.
Le liriche di Oselini dallo stile scarno ed essenziale
evideziano l’amore dell’autore per la parola scritta e la ricerca
attenta di ogni vocabolo. Solo apparentemente intimiste, le poesie
di questa raccolta sono rivolte a tutti
coloro che apprezzamo la concretezza e i contenuti armonicamente
fusi in un gradevole e raffinato insieme.
Segantin scrive versi diretti e profondi, che contengono un
dolore pudico, una sensibilità esistenziale suggerita e mai
ostentata. Notevole il verso: “È la notte dell’anima e della
volontà, / dove tutto dorme, quieto / … come un piumone
disteso / su lenzuola raggrinzite / e stropicciate.”
(dalla nota editoriale)
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