|
Migranti, nati altrove.
Venuti da paesi lontani,
o più vicini. Qui.
Interrogati:
“Ma quante lingue parli?
Ma quante lingue madri hai?”
“Parlo un’interlingua, faccio intercultura.
Cerco l’inter-terra, qui.”
Arrivati da poco.
“Approdati da quando?”
“Il tempo suo, insomma,
il tempo che ci vuole.”
Tempo per imparare
a leggere, scrivere e
far di conto. Tempo
per fare i conti
con la quotidianità.
Abusivi o in fuga, noi qui,
condonati o legittimi,
scriviamo in italiano
(de integro scribendi causa)
ma facciamo “errori infantili”.
Infanti ancora, eppure grandi.
Migranti, “im-migrati”, “e-migrati”
es-iliati, as-similati, in-tegrati.
Motivati “da miserie e nobiltà”,
causa integra
per trovare la terra, qui.
Per interrare radici scoperte
qui, “in un mondo migliore”,
Qui, con la promessa di inter-vivere.
Helene Paraskeva |
|